Clicca qui per compilare il contro-questionario sul valore legale del titolo di studio!
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http://www.valorelegale.org
Abolizione del valore legale del titolo di studio? NO grazie!
Il valore legale del titolo di studio...
... NON SI TOCCA!!!
Vacanze a Barcellona - potrebbero costarti un occhio della testa
Un occhio della testa - firma la petizione!
Tre italiani hanno perso un occhio a causa dei proiettili di gomma sparati dai Mossos D’Esquadra a Barcellona, le istituzioni italiane non si sono mai davvero interessate alla vicenda. Chiediamo al Ministero degli Esteri di impegnarsi attivamente, mediante tutti i canali ufficiali diplomatici affinché sia fatta luce sull’accaduto e vengano puniti i responsabili. Chiediamo inoltre che vengano messi al bando i proiettili di gomma, usati dalle polizie spagnole, proiettili che, a Bilbao, hanno di recente causato la morte di Iñigo Cabacas Liceranzu, 28 anni. Sono armi improprie, da bandire.
Per informazioni invia una mail a unocchiodellatesta@gmail.com
Meritocra...zia, ZIO, MOGLIE, FIGLIO, NIPOTE? FRATI DIMETTITI!
Luigi Frati, rettore del nostro ateneo dal 2008, è un uomo che alla famiglia ci tiene davvero tanto. A separarsi da lei non ci riusciva proprio e il dolore di dover trascorrere del tempo lontano dai suoi cari era così grande che ha ben pensato di portarseli tutti a lavorare nella "sua" università. Siccome però la Sapienza è tanto grande e tanto dispersiva, ha pensato anche che non ci fosse cosa migliore che non tenerli tutti nella stessa facoltà, così se il figlio Giacomo uscendo di casa dimentica la merenda, la mamma Luciana Rita Angeletti gliela può portare al lavoro o può chiedere alla sorella Paola di farle questo favore.
Che poi la facoltà di Medicina in cui lavorano Giacomo, Luciana, Paola e anche Alessandro (il nipote), sia proprio quella di cui è stato preside per 16 anni Luigi Frati, non può che naturalmente essere una coincidenza. Così come sarà una coincidenza se la signora Luciana Angeletti è una delle poche laureate in Lettere che sia riuscita ad insegnare a Medicina (Storia della Medicina, disciplina notoriamente molto sviluppata nel polo umanistico) o se Paola Frati sia riuscita ad essere docente di Medicina con una laurea in Giurisprudenza (Medicina legale, ovviamente). E sarà ancora una coincidenza se in un ateneo in cui gran parte della didattica e della docenza si regge su ricercatori precari e assistenti sfruttati, il bel signor Giacomo sia riuscito ad ottenere un contratto da professore ordinario a tempo indeterminato (esemplare oggi rarissimo) alla tenera età di 36 anni.
Siamo stufi di questa situazione e della continua indifferenza con cui si accetta che Frati si comporti alla stregua di un monarca assoluto, considerando l’università pubblica come un proprio feudo personale su cui esplicare il proprio potere.
Siamo stufi della gestione clientelare e baronale della nostra università.
Siamo stufi di sentirci dire che non ci sono i fondi per tenere aperte le biblioteche più a lungo, per coprire tutte le borse di studio, per sdoppiare i canali troppo affollati, per poter bandire più borse di dottorato…e poi dover assistere ai continui sprechi e traffici oscuri di denaro pubblico.
Siamo stufi della retorica del merito quando l’unico merito che viene riconosciuto nel nostro ateneo è quello di avere le giuste conoscenze, amicizie e parentele. Meritiamo un’istruzione di qualità, meritiamo aule sicure, meritiamo di poter continuare a fare ricerca dopo la laurea, meritiamo spazi in cui studiare, meritiamo di poter decidere sulla gestione delle risorse della nostra università.
Chiediamo le dimissioni del nostro Rettore e l’apertura di spazi di partecipazione e democrazia all’interno degli organi decisionali del nostro ateneo.
Riprendiamoci la nostra università, il sapere è un bene comune!
Rete della Conoscenza Lazio
Siamo studenti medi, universitari, dottorandi, accademici. Aderiamo all'Unione degli Studenti e a Link-Coordinamento Universitario ma non solo. Siamo quelli che tutti i giorni vivono le scuole, le università,le accademie, i conservatori, i centri di ricerca, gli istituti della formazione professionale. Per la burocrazia statale siamo i cittadini-utenti del servizio formazione, per l'aziendalismo privato i consumatori-clienti del prodotto conoscenza: per quanto ci riguarda, rivendichiamo il ruolo di protagonisti della produzione di sapere e di saper fare nella nostra società.
Nel corso degli ultimi due decenni, il nostro mondo è radicalmente cambiato: l'integrazione della conoscenza nei processi produttivi ha raggiunto un grado inedito, e i luoghi della formazione sono stati pienamente coinvolti dall'ondata di privatizzazioni, di esternalizzazioni e di precarizzazione che ha caratterizzato la ristrutturazione del capitalismo globale.
Oggi le disuguaglianze nell'accesso ai saperi e agli strumenti della formazione non coinvolgono una piccola minoranza in difficoltà, ma rappresentano la condizione generale di buona parte della nostra generazione, spinta dall'avanzare della precarietà verso un generale livellamento verso il basso della proprie esperienze di vita quotidiana e dell'orizzonte di aspettative per il futuro. Allo stesso modo, il processo di mercificazione del sapere e di parcellizzazione della sua produzione si estende a tutti gli ambiti della conoscenza, dalle scuole alle università, dai centri di ricerca alle accademie, puntando a fare del sapere socialmente prodotto una risorsa scarsa, da contendere e commerciare.
Ci definiamo soggetti in formazione e riteniamo tale soggettività il prodotto di questi processi.
Siamo un nuovo soggetto sociale, non una classe né una generazione, ma un insieme di identità, un soggetto complesso con forti connotazioni sia di classe sia generazionali. I luoghi della formazione e le città che li ospitano sono lo spazio in cui questo soggetto vive, in cui le differenze sociali sono amplificate dalle barriere materiali all'accesso al sapere e allo stesso tempo attraversate da un'esperienza collettiva comune su base generazionale.
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